13 Dicembre 2018
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Statuto associazione La provvidenza onlus agg. to al 19 giugno 2012 notaio D.ssa Angela Lallo
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Statuto


STATUTO

STATUTO ASSOCIAZIONE con atto di costituzione del 02 ottobre 2006
1° modifica con assemblea del 06-03-2008
2° modifica con assemblea del 23-03-2011

Articolo 1 – E’ costituita l’Associazione di volontariato sociale denominata “La Provvidenza” onlus con sede in Piombino, via Turati, a norma della Legge 11.08.1991 n. 266, nella forma di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (onlus) di cui alla Legge 04.12.1997 n. 460.
- La sede dell’Associazione è stabilita e modificata dall’Assemblea dei Soci.
- Gli scopi dell’Associazione sono definiti al successivo articolo 2.
- L’Associazione ha autonomia soggettiva, amministrativa, contabile ed economico-patrimoniale.
- L’Associazione ha durata illimitata.

Articolo 2 – L’Associazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nei confronti di terzi non associati.
- L’Associazione svolge attività di assistenza sociale e formazione umana verso persone diversamente abili ed è a servizio di tutte le persone in stato di bisogno.
- Mod. assemblea del 23-03-2011 aggiunto comma 2
L’Associazione promuove ed organizza attività ricreative, culturali e sportive per favorire un migliore utilizzo del tempo libero delle persone diversamente abili.
- Associazione cerca di dare una risposta positiva a questi bisogni secondo i principi propri della Chiesa Cattolica. In particolare, promuove l’accoglienza delle persone in difficoltà in organizzazioni, comunità, famiglie e case famiglie, gruppi o associazioni, mettendosi a loro servizio per attività diurne e notturne.
- L’Associazione nasce da un gruppo di ispirazione cattolica, ma è aperta ad accogliere persone di ogni razza, nazionalità e religione, senza alcuna discriminazione, perché vede nel volto di ogni uomo la dignità di figlio di Dio.
- Mod. assemblea del 23-03-2011 “modifica dizione del Dopo di Noi”
L’Accoglienza ha come obiettivo l’aiuto preventivo, togliendo le persone dallo stato di bisogno educandole all’autonomia e all’autosufficienza in un cammino graduale, per costruire un “Durante e Dopo di NOI” (nuova dizione dell’ex “dopo di noi” e/o “sempre con noi”).
- L’attività dell’Associazione potrà svolgersi nei confronti dei soci solo se questi si troveranno nelle stesse condizioni di bisogno di coloro ai quali si rivolge la normale attività dell’Associazione.
- E’ fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle statutarie e da quelle menzionate all’articolo 10 comma 1, lettera a della legge 4.12.1997 n. 460, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
- L’Area d’intervento dell’Associazione è tutto il territorio regionale
- Ha la facoltà di federarsi e associarsi con altre organizzazioni con finalità similari su delibera assembleare.
- Mod. assemblea del 23-03-2011 aggiunto comma 9
L’associazione per meglio adempiere ai suoi fini istituzioni verso le persone con disabilità si propone inoltre di:
a) promuovere e sviluppare attività sportive dilettantistiche, rivolte a persone con disabilità nell’ottica delle indicazioni della regione Toscana di SPORT PER TUTTI e SPORTABILE al fine di migliorare lo stile e la qualità della SALUTE delle persone;
b) organizzare manifestazioni sportive in via diretta o collaborare con altri soggetti per la loro realizzazione;
c) promuovere attività didattiche per l’avvio, l’aggiornamento e il perfezionamento nelle attività sportive;
d) studiare, promuovere e sviluppare nuove metodologie per migliorare l’organizzazione e la pratica dello sport;
e) gestire impianti, propri o di terzi, adibiti a palestre, campi, strutture e mezzi sportivi di vari genere;
f) organizzare squadre sportive per la partecipazione a campionati, gare, concorsi, regate, manifestazioni ed iniziative di diverse discipline sportive;
g) indire corsi di avviamento agli sport, attività motoria e di mantenimento, corsi di formazione e di qualificazione per operatori sportivi

Articolo 3 – Possono essere soci dell’Associazione le persone fisiche senza distinzione di sesso, razza, nazionalità e religione, che abbiano raggiunto la maggiore età, dichiarino di condividere i principi e gli scopi dell’ Associazione e s’impegnino, nel limite delle proprie possibilità, a collaborare per realizzarli.
- La domanda di associazione deve essere presentata in forma scritta. L’iscrizione a socio è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti previsti dal primo comma del presente articolo.
- Mod. assemblea del 23-03-2011
Sono da considerarsi soci coloro che sono in regola con il tesseramento ed il versamento della quota sociale al 31 marzo dell’anno in corso.

Articolo 4 – I soci hanno il dovere di:
- Rispettare il presente statuto.
- Rispettare le condizioni di ammissione a socio ( art. 3 comma 1 ).
- Mantenere specchiata condotta morale
- Astenersi da qualsiasi atto o comportamento che possa nuocere all’Associazione, alla Chiesa Cattolica, alle Istituzioni, o al loro buon nome.
- I soci hanno inoltre il diritto-dovere di partecipare a tutte le attività dell’Associazione.
- La qualifica di socio ha durata illimitata. Si perde per:
- - Decesso ( a far data dallo stesso )
- - Dimissioni ( a far data dall’accettazione delle stesse da parte del Consiglio di Amministrazione ). Le dimissioni vanno presentate per iscritto.
- - Indegnità. Per indegnità s’intende la non osservanza dei doveri del socio, esposti nel presente articolo. L’esclusione per indegnità verrà proposta dal Consiglio di Amministrazione e deliberata dall’Assemblea dei soci.
- - Scioglimento dell’Associazione (a far data dalla deliberazione dello stesso).

Articolo 5 – L’Associazione potrà proporre e sviluppare tutte le iniziative necessarie a realizzare i fini sopra enunciati all’articolo 2. Per reperire i fondi necessari alle iniziative, l’Associazione potrà usufruire di contributi dei soci o di enti o di persone pubbliche o private e dei ricavi netti realizzati da tutte le attività, purché le fonti siano in armonia con gli indirizzi cattolici e con la legislazione che regola le attività di volontariato e le ONLUS.

Articolo 6 – Il patrimonio è costituito da:
- Beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione.
- Fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio.
L’entrate sono costituite da:
- Contributi dei soci
- Erogazioni di privati e enti
- Proventi di attività (convenzioni con le istituzioni)

Articolo 7 – L’esercizio finanziario va dal 01.01 al 31.12 di ogni anno solare. Entro trenta giorni dalla chiusura dell’esercizio il Consiglio di Amministrazione predispone il bilancio consuntivo che verrà sottoposto alla approvazione dell’Assemblea dei soci. L’eventuale avanzo di gestione sarà riportato a nuovo ed utilizzato nella realizzazione delle attività statutarie dell’anno successivo. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo quanto previsto all’articolo 10, comma 1, lettera d della legge 4.12.1997 n. 460.

Articolo 8 – Sono organi dell’Associazione :
- L’Assemblea dei soci.
- Il Consiglio di Amministrazione.
- Il Presidente.
- L’Assistente Ecclesiastico.
Tutte le cariche e gli incarichi sociali sono esercitati a titolo gratuito.
Gli amministratori ed i volontari hanno diritto solo al rimborso delle spese sostenute, secondo il mandato ricevuto e i criteri fissati dal Consiglio di Amministrazione.

Articolo 9 – Mod. assemblea del 06-03-2008
L’Assemblea dei soci si riunisce almeno due volte l’anno, nonché quando il Presidente ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. In quest´ultimo caso, se gli amministratori non vi provvedono, la convocazione può essere ordinata dal Presidente del tribunale.
E’ convocata dal presidente almeno 10 ( dieci ) giorni prima della data di svolgimento, mediante comunicazione scritta a ciascun socio.
L’assemblea in seconda convocazione è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti e delibera a maggioranza ( 50 % più uno ) dei partecipanti per alzata di mano, o con voto segreto su scheda. E’ ammessa la delega al socio presente. Un socio non può presentare più di due deleghe.

Articolo 10 – L’Assemblea dei soci:
- Stabilisce gli indirizzi generali dell’Associazione.
- Stabilisce la sede dell’Associazione e le sue modifiche.
- Elegge i membri del Consiglio di Amministrazione.
- Delibera sui bilanci preventivi e consuntivi.
- Può deliberare le assegnazioni dell’avanzo di gestione e particolari scopi statutari.
- Delibera sulle proposte e relazioni del Consiglio di Amministrazione.
- Modifica lo statuto con il voto di almeno i 2/3 dei presenti.
- E’ delegata al Consiglio di Amministrazione la funzione di acquistare, vendere e accettare in donazione immobili.
- Delibera l’assunzione di debiti superiori a 100.000,00 Euro, al di sotto delibera il Consiglio di Amministrazione.
- Revoca, con provvedimento motivato, i mandati conferiti a consiglieri, Presidente o Delegato Distrettuale.
- Discute e delibera su fatti gravi e rilevanti per l’Associazione.
- Delibera la cessazione di un socio per indegnità su proposta del Consiglio di Amministrazione.
- Scioglie l’Associazione con voto di almeno 2/3 dei presenti.

Articolo 11 – Le Assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio ed eleggono un segretario dell’Assemblea che redigerà il verbale delle adunanze e lo trascriverà nel libro apposito. Il verbale dovrà riportare gli interventi e le deliberazioni e dovrà essere sottoscritto dal presidente e dal segretario dell’Assemblea.

Articolo 12 – Il Consiglio dirige ed amministra l’Associazione ed è composto da quattro membri che rimangono in carica per 3 (tre) anni, più il presidente, più l’assistente nominato dal Vescovo di Massa Marittima - Piombino (senza diritto di voto), che rimane in carica fino a revoca e nuova nomina della stessa autorità gerarchica della Chiesa Cattolica. I suoi membri sono rieleggibili. Ha la funzione di attuare le delibere delle assemblee, nominare il Presidente della Associazione, il Vice-presidente, il Segretario ed il Cassiere, scegliendoli tra i suoi membri eletti nella rosa dei cinque dalla Assemblea. Le cariche associative sono elette all’interno dei membri del Consiglio nella rosa eletta dall’Assemblea. Il Consiglio approva o respinge le convenzioni con i vari Enti o Professionisti o singole persone, le convenzioni approvate hanno valore per tutta l’Associazione e può deliberare sull’assunzione dei dipendenti, gli oneri di premio agli stessi per particolari benemerenze e può deliberare, con i poteri dell’Assemblea, per i casi di urgenza, con l’obbligo di sottoporre al più presto l’argomento alla ratifica della stessa. È presieduto dal Presidente. Si riunisce ogni qualvolta il Presidente o altri due membri ne ravvisino la necessità. La convocazione può essere fatta anche verbalmente. Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti. Le funzioni di consigliere non sono delegabili. I consiglieri assenti per tre riunioni consecutive sono considerati decaduti. Il Consiglio si considera decaduto (ad eccezione del Presidente che per essere considerato decaduto deve essere dimissionario e all’Assistente ecclesiastico che per essere considerato decaduto ci deve essere revoca della nomina da parte della Autorità ecclesiastica della Chiesa Cattolica) quando la maggioranza dei consiglieri si dimette e si procede a nuova elezione (ad eccezione del Presidente se non dimissionario e dell’assistente Ecclesiastico se non revocato) entro 30 giorni mediante convocazione dell’Assemblea. In caso di vacanza del Consiglio le funzioni sono assunte dal Presidente e se esso è dimissionario dall’assistente Ecclesiastico fino a nuova elezione. Tutti gli atti del consiglio debbono essere verbalizzati dal Segretario e firmati dallo stesso Presidente. Alle riunioni del Consiglio possono essere invitate, a scopo consultivo, persone competenti sugli argomenti oggetto di discussione. Spetta al Consiglio, inoltre, predisporre i bilanci preventivi e consuntivi annuali da sottoporre all’Assemblea; deliberare sulle richieste di ammissione dei nuovi soci, sulle dimissioni dei soci stessi e proporre all’Assemblea l’esclusione dei soci indegni, assegnare incarichi particolari ai consiglieri o ai volontari, o chiedere, per particolari esigenze, collaborazioni professionali esterne, deliberare l’ordine del giorno e la data di convocazione delle assemblee. Il Consiglio inoltre autorizza il Presidente ad adire alle vie legali ogni qualvolta lo richieda l’interesse dell’Associazione.

Articolo 13 – Il Presidente dell’Associazione è eletto a maggioranza dal Consiglio tra i suoi membri. Egli rappresenta l’Associazione a tutti gli effetti di legge. Ha poteri di rappresentanza, firma e controllo. Convoca l’Assemblea ed il Consiglio e li presiede. In caso di impedimento le sue funzioni saranno assunte dal Vice-presidente. Alle dimissioni del Presidente decade anche il Consiglio in atto e si procede come previsto dall’articolo precedente.

Articolo 14 – Il Vice-presidente sostituisce il Presidente nelle sue funzioni quando è assente o quando viene delegato dallo stesso.

Articolo 15 – Il Cassiere è deputato alla gestione contabile dell’associazione. Cura la tenuta dei libri contabili e di ogni entrata ed uscita, dovrà conservare la relativa documentazione. Redige i bilanci preventivi e consuntivi annuali, che presenta al Presidente per le approvazioni statutarie.

Articolo 16 – Il Segretario redige i verbali e provvede a conservare i libri relativi, adempie alle attività di comunicazione e convocazione delle Assemblee e del Consiglio, d’intesa con il Presidente. Conserva gli archivi con tutti i documenti dell’Associazione, adempie alla corrispondenza. In sua assenza i verbali vengono redatti dal Vice-presidente. Può chiamare a collaborare con lui altri soci che, dietro approvazione del Consiglio, assumono la carica di pro-segretari. I pro-segretari non fanno parte del Consiglio.

Articolo 17 Mod. assemblea del 06-03-2008 Inserimento di nuovo articolo
Nello sviluppo dell’Associazione il presidente può nominare dei delegati di settore che hanno competenza su opere, attività o iniziative specifiche. Essi hanno funzioni delegate specifiche secondo l’operatività loro assegnata dal presidente dietro ratifica del Consiglio di Amministrazione. Devono rendere conto del loro operato al Presidente dell’Associazione e relazionare al Consiglio di Amministrazione quando richiesto. Il Presidente dell’Associazione può sollevare dal suo incarico il Delegato di settore in qualsiasi momento, sentito il parere dei Consiglieri dell’Associazione. La nomina del delegato deve essere ratificata entro 60 (sessanta) giorni dal Consiglio dell’Associazione.

Articolo 18 Mod. assemblea del 06-03-2008 ex art 17
– L’assemblea dei soci ha la facoltà di nominare un’Assistente ecclesiastico e la nomina deve essere sottoposta dal CdA all’approvazione della curia vescovile competente.
L’assistente presiede tutte le cerimonie liturgiche associative.

Articolo 19 – Le controversie che dovessero insorgere fra gli appartenenti all’Associazione dovranno essere risolte con spirito cristiano ed amichevole fra le parti. Qualora ciò non fosse possibile deciderà un comitato di tre probiviri. Il comitato è composto da:
- il Presidente;
- l’associato più anziano che non rivesta la carica di Consigliere;
- un consigliere nominato dal Consiglio.
I tre membri non devono essere coinvolti nella controversia. Se il Presidente è coinvolto lo sostituisce il Vice-presidente. Essi giudicheranno pro bono et aequo senza formalità di procedura ed il loro lodo sarà inappellabile.

Articolo 20 – l’Associazione può essere sciolta con delibera dell’Assemblea dei soci, Per deliberare lo scioglimento dell´associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Contestualmente allo scioglimento, l’Assemblea provvederà alla nomina di uno o più liquidatori. La devoluzione del patrimonio dell’Associazione avverrà secondo quanto disposto dall’articolo 10, comma 1, lettera f) della Legge 04.12.1997 n. 460, che recita: “è obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190 della Legge 23.12.1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Articolo 21 – . Mod. assemblea del 06-03-2008 ex art. 20
Per quanto non previsto dal presente Statuto, si fa espresso rinvio alle leggi nazionali e regionali che regolano le associazioni di volontariato sociale e le ONLUS, al Codice Civile.

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